Dancalia

La Dancalia è un deserto di sale e lava. Siamo in Africa orientale, in Etiopia, una terra assai fragile. La Dancalia è figlia di un cataclisma geologico dove la Terra pulsa creando una bellezza mozzafiato. In questo deserto di lava e sale non piove praticamente mai; la temperatura in estate arriva ai limiti della sopportazione umana (50 gradi, ma con punte record fino a 81). L’unica acqua potabile proviene da pozzi profondi, essendo tutti i laghi salati o salmastri. Gli Afar (o dàncali) abitano villaggi solitari e, a volte, mobili, formati da capanne familiari dalla volta a cupola costruite con stuoie di foglie di palma. Essi seguono l’andamento delle piogge e la breve fertilità dei pascoli praticando un nomadismo circolare. Uno dei punti più caldi e bassi della terra è il cratere vulcanico di Dallol, (-116 metri), un universo minerale di sorgenti geyseriane che producono stupendi laghetti con incredibili concrezioni e cristalli di cloruri di potassio, sodio e magnesio dai colori psichedelici, in un intenso afrore di zolfo. Nel corso del tempo il vulcano ha dato vita ad una immensa distesa di guglie dalle diverse forme e dimensioni e dai colori intensi, quasi a formare una città fantasma e fantastica di roccia. La contigua Piana del Sale è un’immensa pianura salina lunga 200 km, un arido e rovente deserto di salgemma a perdita d’occhio, dove da sempre Afar e Tigrini estraggono blocchi di sale che trasportano poi sull’altopiano etiopico con carovane composte anche da duemila dromedari.

La visione notturna della lava incandescente dell’Erta Ale costituisce infine uno spettacolo unico e straordinario.

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